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E se gli obiettivi fossero demotivanti?

#SETTIMANA 1

Come raggiungere strategicamente le tue mete e vincere la procrastinazione

Ebbene sì, recenti statistiche hanno constatato che l’80% dei buoni propositi falliscono e solo il 10% di questi vengono totalmente soddisfatti. All’inizio di ogni anno la maggior parte degli italiani si promette di andare in palestra, di cercare un nuovo lavoro o di trovare il tempo per un nuovo hobby…eppure nonostante le buone intenzioni, nel corso di pochi mesi tendono ad abbandonare tutto. Ti suona familiare? La buona notizia è che evitando un fondamentale errore di valutazione si può cambiare la situazione.

Perché i buoni propositi falliscono?

Il bias cognitivo che porta al fallimento consiste nel limitarsi a definire un obiettivo finale senza progettare minuziosamente i micro-obiettivi durante il percorso che, sommati, condurrebbero al naturale raggiungimento dell’obiettivo stesso. Così, i buoni propositi del nuovo anno tendono a non funzionare perché l’obiettivo è percepito come troppo grande, poco concreto e risultato di un “tutto o nulla” anziché di un avvicinamento progressivo: tutti elementi che contribuiscono inevitabilmente alle conseguenze riportate di seguito.

Le Conseguenze catastrofiche

Questo errore di valutazione conduce a sua volta a due conseguenze negative strettamente correlate, la demotivazione e la procrastinazione. Immaginati di essere uno scalatore che osserva dalla valle la vetta di una montagna. Ti sembrerà senza dubbio lontana e irraggiungibile. L’unico modo per non farti prendere dallo sconforto sarà concentrarti sul primo passo, poi sul secondo, poi sul terzo…scomponendo il percorso in piccoli step. L’altra conseguenza legata alla precedente è la procrastinazione. Se non fissi alcun obiettivo intermedio o ne fissi pochi e molto distanti tra loro, tenderai a considerare questi checkpoint come troppo impegnativi, per cui una volta terminato l’entusiasmo iniziale comincerai a rimandarli, diradandoli sempre di più, accumulando impegni su impegni; tutto ciò ti porterà a perdere ulteriore motivazione, a procrastinare ancora di più e così via, innescando un circolo vizioso che conduce all’inevitabile fallimento.

La Pillola Espressa

Fortunatamente, esiste una strategia efficace che puoi usare per evitare che gli obiettivi diventino demotivanti: la “tecnica dello scalatore”. Il suo nome deriva dalla modalità con cui gli scalatori pianificano il raggiungimento della vetta. Per evitare di perdere la motivazione durante il percorso, gli scalatori progettano il percorso a ritroso: cominciano dalla vetta e successivamente definiscono tante piccole tappe progressive (checkpoint). Facciamo un esempio concreto. Un laureando deve scrivere una tesi ma, non sapendo da dove cominciare, si trova in difficoltà sul da farsi. Una strategia efficace consiste nel partire dall’ultimo capitolo, per poi identificare il capitolo precedente fino ad arrivare a scrivere il primo capitolo come ultimo conclusivo. In questo modo lo studente riesce a costruire all’inverso una struttura piramidale in cui i checkpoint mantengono alta la motivazione durante il percorso. Bada bene, questo non significa necessariamente partire dalla fine, piuttosto per raggiungere i grandi traguardi è necessario frazionare l’intero percorso in obiettivi piccoli, progressivi e concreti, considerando le tappe itineranti tanto importanti quanto la meta finale.

La prossima volta che sarai tentato di mollare tutto ricorda queste parole: “Ogni cosa conduce a un’altra cosa, che conduce a un’altra cosa… se ti concentri sul fare la più piccola, poi la successiva e così via… ti troverai a fare grandi cose, avendo fatto solo piccole cose.” (J.H. Weakland)

Federico Pesciatini

Federico Pesciatini

Psicoterapeuta ad approccio strategico dell'equipe di Psicologo Espresso.

Articolo revisionato dal dott. Federico Cuculachi – Fondatore di Psicologo Espresso

Scrivi nei commenti le tue riflessioni!

14 Comments

  1. È molto bello come schema lavorativo. E penso di usarlo per i primi passi del mio progetto. La montagna è troppo alta da scalare tutta d’un fiato ma se gli giri attorno prima o poi arrivi alla vetta. Molto meglio che mollare tutto dopo poco tempo. Se vuoi cambiare il mondo inizia con rifarti da solo il letto al mattino quando ti alzi.

    Grazie V

  2. Concordo, i miei obiettivi falliscono sempre per questi motivi. Imparerò pian piano. Grazie per aver affrontato questo argomento.

      • Mi interessebbe molto capire come mai anche io la penso decisamente così.. mi chiedo.. è sempre così davvero?

        • Ciao Daniele. L’essere umano apprende ad interagire con il mondo esterno grazie a un costante processo di prove ed errori. Purtroppo la nostra cultura ha demonizzato il fallimento, andando a creare un retrogusto amaro ad ogni insuccesso.

  3. nell’articolo dettagliato, in più sono d’accordissimo su quanto detto, per ogni obiettivo è necessario costruire prima un percorso passo passo per anche facilitare il processo. continuate così!

    • Anche noi stiamo costruendo l’Oasi seguendo questo processo, uno step alla volta. Grazie Jacopo!

  4. Grazie a tutto lo staff. Condivido questo pensiero. Io ho la brutta abitudine di “mettere troppa carne al fuoco”. Invece è importante, porsi degli obiettivi, iniziando a piccoli passi. Con calma e tranquillità e impegno. Grazie per il bell’articolo. Un saluto.

  5. Grazie per l’importantissima riflessione.
    Mi ricorda molto il Metodo del Bullet Journal.
    Alla fine, però, ho momentaneamente abbandonato anche quello strumento.

    Riguardo agli articoli dell’Oasi sarebbe bello avere una parte finale dedicata a esercizi mirati per sperimentare il consiglio, o magari tecniche per acquisirlo come abitudine.

    Grazie della vostra dedizione e professionalità!

  6. Grazie Federico! Parole di cui far tesoro. Parla una procrastinatrice abituale che vuole migliorare la propria vita anche in questo aspetto. GRAZIE


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