Skip to content

Gli eroi del mondo moderno

#SETTIMANA 2

Breve guida strategica per evitare di idealizzare le persone e non rimanere delusi 

Tutto il mondo parla di Chiara Ferragni e dello scandalo Balocco, ma ti sei mai chiesto come fanno gli influencer a muovere un mercato di quasi 350 milioni semplicemente grazie alla loro immagine? Le radici sono molto antiche e per comprenderle è necessario fare un passo indietro. 

I nostri miti

Tutto è collegato all’innato bisogno dell’uomo di credere in qualcosa di etereoPensiamo alla nascita delle religioni: esse hanno regalato per secoli speranza, ispirando i fedeli ad attingere a qualcosa di superiore e infallibileNei tempi moderni, questo bisogno è virato da entità celestiali a idoli terreni e grazie ai social media siamo perfino in grado di monitorare le gesta dei nostri eroi, stile grande fratellodirettamente dal nostro schermo. Il “piccolo” problema è che, a contrario delle divinità, loro non sono infallibili, sono vulnerabili esattamente come lo siamo noi. Così la loro immagine è costantemente appesa a un filo e una volta tolta la maschera della perfezione, l’illusione lascia spazio alla delusione.

Da fan a hater, il processo psicologico

In seguito al processo di idealizzazione si verificano tre fasi: prima tra tutte la negazione, ossia il rifiuto di credere che effettivamente il nostro “idolo” possa compiere errori; poi la rabbia, data dall’ormai acquisita consapevolezza di aver riposto la nostra fiducia in qualcuno che non rispecchiava le nostre aspettative; infine la svalutazione, ossia la polarizzazione delle emozioni che prima erano positive in senso negativo, denigrando quindi il nostro “ex idolo” e distanziandoci da lui per il dolore e la delusione di essere stati “traditi”. Ci sfugge però un piccolo dettaglio: l’errore non è stato tanto suo a cadere, ma nostro nel proiettare su di lui aspettative irrealistiche che non avrebbe mai potuto sostenere. Il caso Ferragni non è di certo l’unico scandalo che ha trasformato l’opinione pubblica, basti pensare ai calciatori Tonali e Zaniolo per la recente questione calcio scommesse, anche loro caduti rovinosamente dal piedistallo su cui i loro fans, ormai “haters”, li avevano issati. È giusto che i nostri idoli affrontino le conseguenze delle loro azioni, ma il punto è un altro: non è nostro diritto sentirci traditi da loro, le aspettative proiettate su di loro eran nostre e loro non ci devono niente.

La Pillola Espressa​

L’idealizzazione è a tutti gli effetti una psico-trappola: non vi è un riconoscimento reale di quelle che sono le qualità e le caratteristiche della persona, bensì la costruzione di un’immagine “inquinata” ed enfatizzata da ciò che noi vogliamo vedere nell’altro. La stima deriva invece da una profonda accettazione dell’altro che tiene conto non solo dei pregi ma anche dei presunti difetti della persona in questione, la quale è comunque apprezzata nella sua imperfetta unicità. Puoi identificare facilmente alcuni indicatori per capire se stai idealizzando una persona o meno: eccessivo ed ingiustificato entusiasmo per le sue gesta o qualità, fissazioni e pensieri intrusivi di successo che la vedono come protagonista, attribuzione di sentimenti di invidia a chiunque osi contraddirla, incapacità di tollerare persino le critiche più costruttive a lei dirette. Facciamo attenzione: gli idoli non sono esclusivamente personaggi famosi e irraggiungibili, ma anche e soprattutto persone nella nostra cerchia di amici, i partner, i familiari e chiunque possa vivere nella nostra quotidianità che tendiamo erroneamente ad idealizzare. Stima e idealizzazione sono quindi due concetti non solo molto diversi, ma a tratti addirittura opposti. C’è sempre una scelta… fai quella giusta!

Federico Pesciatini

Federico Pesciatini

Psicoterapeuta ad approccio strategico dell'equipe di Psicologo Espresso.

Articolo revisionato dal dott. Federico Cuculachi – Fondatore di Psicologo Espresso

Scrivi nei commenti le tue riflessioni!

20 Comments

  1. Bellissima la connessione divino-reale. Calza fantasticamente

  2. Buongiorno, grazie per lo spunto di riflessione:
    questo tema è una dinamica che sto ‘osservando accadere anche in me;un saluto

  3. bellissimo articolo portato anche al nostro contesto di tutti i giorni. continuate cosi

  4. Stima e idealizzazione sono due concetti molto diversi e seguendo come esempio i punti che hai citato per capire se si sta idealizzando qualcuno non mi sento di averlo mai fatto davvero. Il probelma sorge quando qualcuno tradisce la nostra stima e fiducia, finendo a ferirci inesorabilmente ed è una ferita diversa dalla “tradimento” della idealizzazione.

    • Certamente Erik. Il tradimento ferisce anche se il rapporto non era idealizzato. Infatti, per definizione, dare fiducia significa esporci a un potenziale tradimento. Per questo motivo è opportuno distribuire stima e fiducia con giudizio, trattandole come due perle preziose.

  5. Mi è piaciuto molto questo articolo, soprattutto il collegamento con le religioni. È importante comprendere sia nei social sia nei rapporti di amicizia la differenza.

    • Grazie Oleg! Vero, è fondamentale in entrambi i casi.

  6. Non avevo mai pensato al collegamento con la religione, mi si sono uniti dei puntini per capire meglio le persone.
    Ho anche una riflessione, ovvero che sia una grosso problema anche per chi è idealizzato, c’è il rischio di diventare schiavi di un immagine/ruolo, ci si sente di dover corrispondere alle aspettative.

    • Verissimo Mariangela! C’è una frase che riassume a pieno la tua riflessione: “Ci si può difender da tutto tranne che dalle lodi.” Un saluto!

      • Urca!
        intanto complimentissimi per l’articolo!
        Mi suona un po’ ambigua la frase riassuntiva(e ci sta un sacco, vuol dire che c’è qualcosa di nuovo qui per me!).. non è che riusciresti a spiegarmi meglio cosa intendi? Cioè che dalle offese è più facile difendersi rispetto che dalle lodi?perché più facile accettarle?

        • Ciao Daniele! La frase significa che le lodi ci impongono implicitamente anche delle aspettative che ci sentiamo in dovere di rispettare. Ti faccio un esempio. Sono un allenatore di una squadra ed elogio i rivali dicendo: “Dobbiamo dare il massimo, anche se sappiamo che voi siete molto più forti di noi.” In questo modo è come se li “obbligassi” a vincere e la pressione nel dover sostenere queste aspettative potrebbe portarli a fare qualche errore (e io ovviamente ne approfitterei). Spero che il concetto possa esser più chiaro adesso, grazie della riflessione e alla prossima!

  7. Concordo su tutto, soprattutto con la Pillola Espressa. Penso sia giusto trovare il giusto equilibrio. Non mettere nessuno nel piedistallo, anche perché si attribuirebbero responsabilità verso il ricevente, che non ha e nemmeno vorrebbe. E tantomeno demonizzare. Tutto secondo me, dovrebbe partire da noi stessi. Cercando di costruire rapporti sani, in cui c’è indipendenza e, trasparenza.

    • Esatto Claudio. Il confine sembra labile ma in realtà, con le giuste accortezze, si rivela molto definito. Un saluto!

  8. Buonasera. Sono genitore di due adolescenti e una bambina, ultimamente mi chiedo spesso quali strumenti poter dare loro per filtrare i contenuti social consciamente. Ma mi accorgo che spesso, i siti di informazione danno eccessiva importanza a fatti che nella realtà non sono così importanti. Superato lo step dell’ evitare l’idealizzazione e quindi tutte le conseguenze ad essa correlate, come si può aiutarli -ed aiutarci!- a gestire questa valanga inevitabile?

    • Buonasera Marina, sicuramente trasmettere ai proprio figli l’amore per se stessi e per le cose semplici è un ottimo modo per prevenire qualsiasi tipo di idealizzazione ed eventuali conseguenze. Quando si riesce ad amare sinceramente se stessi e le più piccole cose non si ha più bisogno di proiettare altrove le proprie aspettative. Un saluto!

  9. Tema a me molto “caro”.
    Io, finalmente ho trovato più pace e equilibrio dal momento di non porre più aspettative nei confronti delle mie amiche.
    Purtroppo sono arrivata a questa maturità a 50 anni…per anni ne ero consapevole ma non riuscivo a mettere la teoria in pratica perché secondo me non ero pronta.
    Sono cambiata solo dopo aver compreso che io valgo e che non dipendo dalle altre persone.
    Ho capito che quello che do con tutta me stessa agli altri, non per forza deve essere contro cambiato.
    Ora sto molto meglio con me stessa e di conseguenza riesco a rapportarmi molto meglio con gli altri.
    Lascio scorrere le cose in maniera più naturale e “prendo” quello che un’altra persona mi vuole dare…incluso i difetti.
    Viva l’imperfetta unicità e grazie per il lavoro che state facendo.
    Il suo articolo è molto interessante, mi aiuta molto a comprendere il problema della idealizzazione e mi dà uno strumento utile di spiegarlo meglio al mio figlio di 13 anni.
    Cordiali saluti
    Cornelia

    • Buonasera Cornelia, grazie per il feedback e per la condivisione del suo prezioso pensiero. A presto con altre interessanti riflessioni, i nostri migliori saluti.


Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *