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Come trasformare la rabbia in persuasione

# SETTIMANA 5

UNA STRATEGIA PER AZZERARE GLI EFFETTI COLLATERALI DELLA RABBIA

Sapevi che solo il 4% degli adulti ricevono una diagnosi di rabbia patologica? Dato apparentemente rassicurante… tuttavia la realtà è ben diversa! Prova ad immaginare un iceberg: ciò che vediamo in superficie è solo una piccola parte della sua totale estensione, così molte persone, per vergogna o per orgoglio, non ammettono di avere un problema con la gestione di questa primordiale emozione. 

Massimo sforzo, nessun risultato

La rabbia è un’emozione primaria che nasce quando non ci sentiamo compresi o rispettati dall’altro, come una sorta di finale e disperato tentativo di rivendicare le proprie ragioni. Tuttavia, nessuno si arrabbia consapevolmente! Il meccanismo è il seguente: sono frustrato perché non mi sento capito, dunque alzo la voce. Si entra quindi in uno scenario di attacco – fuga in cui l’altro o si allontanerà o contrattaccherà, confermandoci la sua mancata comprensione ed incrementando ulteriormente la nostra frustrazione. L’esito fallimentare di questa dinamica sarà sul piano comunicativo, poiché l’altro si focalizzerà sulla forma della comunicazione, ossia sul fatto che io sto urlando e il contenuto finirà in secondo piano. Di conseguenza nemmeno una parola di ciò che ho detto sarà realmente interiorizzata dall’interlocutore. Si può quindi tradurre questo processo con la seguente frase: massimo sforzo, nessun risultato. 

La Pillola Espressa

Per massimizzare le possibilità che l’altro ci capisca dobbiamo negoziare il nostro bisogno di esprimere le nostre ragioni tenendo in considerazione la sensibilità e le emozioni del nostro interlocutore. Certo, questo diventa impossibile se la rabbia ha già raggiunto il “punto di non ritorno” ed è già in circolo, tuttavia la seguente strategia può aiutarti ad evitare che ciò accada: se non ti trovi d’accordo riguardo a un argomento e stai cominciando a infastidirti, cerca di focalizzarti sul contenuto della situazione invece che sulla persona. Facciamo un esempio. Un conto è dire: “TU non capisci niente perché…”, un altro conto è dire “A mio parere si poteva fare diversamente, cioè…”. Nel primo caso la critica mossa attacca l’ego dell’altra persona, nel secondo caso invece si focalizza su un problema comune che riguarda entrambi. Questa strategia ti permette non solo di non perdere il controllo ma ti aiuterà a diventare persino più persuasivo. Infatti, addomesticando l’energia prodotta dalla rabbia, riuscirai a far valere le tue argomentazioni con più pathos e più convinzione, senza entrare in una dinamica attacco-fuga. Ricorda“Farsi travolgere dalla rabbia è come prendere in mano un carbone ardente con l’intento di gettarlo a qualcun altro…sei tu quello che si scotta.”

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Federico Pesciatini

Federico Pesciatini

Psicoterapeuta ad approccio strategico dell'equipe di Psicologo Espresso.

Articolo revisionato dal dott. Federico Cuculachi – Fondatore di Psicologo Espresso

Scrivi nei commenti le tue riflessioni!

6 Comments

  1. Io riconosco di avere un grosso problema nel gestire la rabbia. Per fortuna mi capita di rado di “arrabbiarmi” ma hai perfettamente ragione: sicuramente mi sono sempre scagliata contro la persona piuttosto che porre attenzione, e quindi rivolgermi, alla situazione. Quando è successo mi sono poi vergognata di me e ho sempre sentito di “avere perso”. Mi serviva. Proverò a tenere a mente questo indirizzo.

  2. bellissimo pensiero e pillola, continuate così

  3. Sto lavorando proprio su questo problema e spostare l’ira dalla persona alla situazione è un meccanismo che ancora mi risulta difficile. Ma tutti i consigli mi hanno aiutato molto.
    Grazie psicologo espresso.

    • Ciao Monica, come tutte le “skills” da apprendere ci vuole tempo per padroneggiare questa abilità. Tu non demordere! Lieto che le indicazioni ti siano state utili 🙂


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