Skip to content

In terapia contro volontà

# SETTIMANA 6

È POSSIBILE CONVINCERE QUALCUNO AD ESSERE AIUTATO?

Sempre più persone sono disposte a farsi aiutare, tant’è che nel 2023 il 90% degli italiani ha dichiarato di essere aperto alla possibilità di intraprendere un percorso di psicoterapia. Tuttavia, c’è ancora un piccolo “zoccolo duro” di persone che fanno resistenza nel momento in cui gli viene proposta l’opzione di recarsi da uno specialista. E magari chissà, proprio tu che stai leggendo adesso questo articolo, riconosci in questo scenario la situazione di un tuo caro o di un tuo familiare. Ma è possibile aggirare la resistenza di chi rifiuta un aiuto esterno e convincerlo/a a farsi aiutare?

"Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire"

Per dare una risposta a questa domanda occorre identificare due tipi di motivazione: quella estrinseca, guidata da fattori esterni (vado dallo psicologo perché mi ci ha trascinato mia moglie) e quella intrinseca, che nasce da una spinta interna (vado dallo psicologo perché voglio migliorare). La terapia sarà efficace solo in presenza di una buona motivazione intrinseca: se questa è assente o di gran lunga inferiore rispetto a quella estrinseca, la persona rinuncerà a iniziare il percorso o comunque mollerà alla prima difficoltà. Partiamo da una premessa, non ci sono strategie miracolose per convincere qualcuno che non vuole essere convinto…anzi, se insisti e fai pressione crei un effetto logoramento che peggiora ancor di più la situazione. D’altronde “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”. Ma non disperare, non tutto è perduto!

La Pillola Espressa

Fortunatamente, per questo tipo di problema esiste la “terapia indiretta”. Si tratta di un percorso nel quale tu stesso puoi essere istruito su specifiche strategie, così da poter attuare queste tecniche “a casa” e promuovere un cambiamento nella persona target. Ipotizziamo che il problema sia la presunta arroganza di un familiare. Ovviamente non è colpa tua, ci mancherebbe! Ma ciò che emerge è che tu, per farlo tacere, assecondi ormai qualsiasi tipo di richiesta rinforzando il suo comportamento, finendo per peggiorare la situazione. Grazie alla terapia indiretta potrai imparare a modificare il TUO comportamento andando a disinnescare quel pattern relazionale che alimentava il problema. Con molta probabilità i comportamenti ostili nei tuoi confronti inizieranno a ridursi e in tal modo avrai agito sia sul comportamento disfunzionale della persona target che sul tuo benessere. Questo è solo un esempio delle innumerevoli e possibili applicazioni della terapia indiretta. Tuttavia, questo tipo di intervento è possibile SOLO se nonostante le tue migliori intenzioni contribuisci inconsapevolmente ad alimentare il pattern relazionale patologico descritto pocanzi. Se questo non è il tuo caso puoi comunque recarti in terapia per lenire il disagio causato dal problema della persona target, al fine di lavorare su te stesso e dare il buon esempio. Come disse Gandhi: Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.”

Vorresti affrontare questo tema con un esperto? 

Selezioniamo in equipe il professionista più preparato per ogni singola domanda

Federico Pesciatini

Federico Pesciatini

Psicoterapeuta ad approccio strategico dell'equipe di Psicologo Espresso.

Articolo revisionato dal dott. Federico Cuculachi – Fondatore di Psicologo Espresso

Scrivi nei commenti le tue riflessioni!

8 Comments

  1. Davvero interessante, a volte in effetti non ci rendiamo conto ma possiamo fare molto, fare parte del cambiamento (come dici tu). Non ci rendiamo nemmeno conto di avere questo potenziale e non consideriamo che possiamo farci aiutare. Grazie per questa pillola!

    • Vero Cristina! Lieto di aver elicitato questa tua riflessione 🙂

  2. La mia psicologa mi aiuta a mettere in pratica la terapia indiretta, e non posso che confermare quello che dice quest’articolo. La mia relazione è migliorara tantissimo, e il mio partner sta perfino prendendo in considerazione l’idea di andare anche lui da uno psicologo. Chiedere al proprio partner di andare dallo psicologo non avrà mai lo stesso effetto di mostrargli il cambiamento davanti agli occhi, e il conseguente desiderio di miglioramento.

    • Giusto Eleonora! D’altronde su molte cose siamo tutti un po’ dei “piccoli San Tommaso”… abbiamo bisogno di vedere per credere.

  3. Grazie, davvero interessante.
    Cosa fare, invece, se siamo proprio noi a farci resistenza, nonostante abbiamo capito di avere bisogno di intraprendere un percorso?

    • Ciao Simona, domanda interessante. Premetto che già il fatto di riconoscere tale bisogno è un grande passo in avanti. In ogni caso bisognerebbe capire i motivi che fortificano tale resistenza ed eventualmente normalizzare la figura del terapeuta. È importante sottolineare che lo psicologo non è una persona da cui vanno “i matti”, “quelli che non ce la fanno da soli”, una figura che “manipola la mente”, o ancora qualcuno che vuole cambiarti e destabilizzarti ai fini del raggiungimento dell’obiettivo terapeutico (tanto per citare alcuni timori che potrebbero bloccare la richiesta di aiuto). È piuttosto un alleato, una guida, una persona che metaforicamente ti prende per mano e ti fa notare tutte quelle risorse che hai sempre avuto ma che non pensavi di avere. Provare per credere 🙂

  4. E’ sicuramente un buon suggerimento/strategia agire sui propri comportamenti per veder cambiare il mondo intorno a te, però nel mio caso questo è la dinamica che mi sta allontanando dal mio “target” in quanto sempre parte attiva e propositiva, mentre lui passivo quasi ignaro
    non c’è un grande scambio , o meglio ,a lungo andare la sensazione è quella di remare da sola .
    Manca a parer mio la presa di coscienza e la responsabilità personale dei propri atteggiamenti e la volontà cambiarli

    • Ciao Laura, ti ringrazio per la
      riflessione. La terapia indiretta, se fatta su indicazione di un professionista, può sicuramente aiutare la gestione di certe situazioni ma presenta dei limiti, così come descritto nell’articolo. Einstein disse “C’è una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia: la volontà.” Quando questa viene a mancare, al di là dell’intervento utilizzato, la situazione parte sempre in salita.


Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *