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Cogito ergo soffro!

# SETTIMANA 10

COME EVITARE DI ESSER SOPRAFFATTI DAI DUBBI E VIVERE SERENAMENTE

“Il dubbio è uno dei nomi dell’intelligenza”, disse Jorge Luis Borges. Non esiste mente brillante che sia esente dal porsi interrogativi di qualsivoglia natura. Tuttavia, senza le dovute accortezze, questa curiosità può rivelarsi a tutti gli effetti un’arma a doppio taglio capace di intrappolarci in un labirinto di ragionamenti senza via d’uscita. Ma c’è un modo per evitare di essere sopraffatti dai pensieri?

La perversione della ragione

Per interrogativi pericolosi si intendono tutte quelle domande che sorgono nella nostra mente e che, per definizione, non possono avere una risposta certa e rassicurante. Si possono identificare raggruppandole principalmente in tre categorie: 

1. Domande che concernono rimpianti o rimorsi, ossia: “Come sarebbe stato se avessi agito diversamente?” 2. Domande che cercano di razionalizzare il proprio sentire nel presente, ad esempio: “Sono omosessuale?” oppure “Sono innamorato/a?” 3. Domande che concernono paure di un futuro imminente o lontano, come: “Il mio partner mi lascerà?” o ancora “Perderò il lavoro?”

Nel primo caso, la domanda non può avere risposta data l’impossibilità di cambiare il passato; nel secondo caso, cercare di capire razionalmente il proprio sentire rischia di appannare ancora di più le sensazioni rendendole confuse e poco chiare; nell’ultimo caso, infine, l’interrogativo non può avere risposta semplicemente perché si tratta di qualcosa che non è ancora accaduto. In tutti questi casi, se si cade nella tentazione di cercare risposte rassicuranti a domande indecidibili, si otterrà il seguente scenario: cerco di rispondere a una domanda che non ha risposte che mi porterà a pormi altre domande, alle quali cercherò altre risposte, che mi porteranno a pormi altre domande.. e così via. Quest’escalation, identificabile come perversione della ragione, è ciò che conduce a quello che viene definito come “dubbio patologico”.  

La Pillola Espressa

Ecco uno strumento concreto che puoi utilizzare sin da subito

Per prima cosa, nel momento in cui un qualsiasi dubbio pervade la tua mente, potresti fare una rapida valutazione preliminare: si tratta di una domanda che può condurmi ad un esito definitivo o di un interrogativo “pericoloso”? Nel primo caso, via libera: concediti pure un’accurata analisi per giungere alla risposta che stai cercando. Nel secondo caso, se riconosci la tua domanda rientra in una delle categorie del paragrafo precedente, allora fermati subito: queste sono le domande pericolose! Dovresti trattarle con la stessa diffidenza con cui tratteresti un ospite sgradito ad una festa. Ricorda, “so-stare nell’incertezza” non significa essere ignoranti, ma al contrario accettare sapientemente e con umiltà i limiti della ragione. Parafrasando, l’obiettivo non è smettere di pensare “atrofizzando” i pensieri, ma piuttosto dare adito ai pensieri giusti per non cadere nella psicotrappola del pensare troppo. Del resto “se due litri d’acqua ti permettono di sopravvivere, cento damigiane di acqua ti faranno affogare”.

La frase “magica” della settimana

Prima di valutare se una risposta è esatta si deve valutare se la domanda è corretta”. Immanuel Kant

Una lettura per approfondire

L’avventura intellettuale dell’uomo in Occidente è stata segnata dal dubbio, fondamento di filosofia, scienza e psicologia. Tuttavia, applicare questo “cogitocentrismo” nella vita quotidiana può portare a trappole psicologiche e ad autoinganni. In questo libro Giorgio Nardone suggerisce di orientare il pensiero verso la formulazione di migliori domande anziché cercare risposte. Per scoprire il libro clicca qui.

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Federico Pesciatini

Federico Pesciatini

Psicoterapeuta ad approccio strategico dell'equipe di Psicologo Espresso.

Articolo revisionato dal dott. Federico Cuculachi – Fondatore di Psicologo Espresso

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